
Oggi voglio aprire qui un altro cassetto della mia vita, che non ho ancora aperto.
E' capitato così, per caso, stavo navigando su youtube e ho trovato quella canzone.
Già dopo aver ascoltato le prime note e la voce di Noa, mi sono tornati alla mente quei terribili momenti.
Il fatto sconcertante, è che la canzone mi ricorda quel determinato momento perchè in villaggio turistico faceva parte della playlist delle canzoni, ma pure è la canzone più adatta da dedicare a quella persona, o meglio a quell'ESSERE.
Qui vi metto la traduzione:
Non pensare che "scusa" sia detto facilmente
non provare a cambiare le carte in tavola
hai avuto numerose possibilità prima
ma non ne avrai altre
non chiedermi nulla
Così va la vita
Parte di me sa cosa stai pensando...
non dire parole di cui poi ti pentirai
non lasciare che il fuoco alimenti la tua mente
ho sentito un'accusa tempo fa
e non ne voglio ricevere altre.
credimi
il sole è nei tuoi occhi
rendi le bugie meritevoli di essere credute.
Io sono l'occhio nel cielo
che ti guarda
posso leggere la tua mente
sono colei che detta legge
tratto con i pazzi
posso fregarti senza che tu te ne accorga
non ho bisogno di vedere di più
per saprere che posso leggere la tua mente, posso leggere la tua mente
non lasciare dietro te false illusioni
non piangere, perchè non cambierò idea
quindi trova un altro pazzo, come hai fatto prima
perchè non crederò mai più
alle tue bugie, tutti i segni che mi dai sono traditori
Estate 2009, stavo ricominciando a stare "abbastanza" bene.
Ricominciavo ad uscire, a divertirmi, ad andare al mare, ad indossare un bikini senza sentirmi inadeguata.
Mia mamma ed il suo compagno hanno avuto l'idea di portare in vacanza me, mio fratello e i due figli di lui. Uno è piccino, l'altro ha un anno in più rispetto a me.
Con quest'ultimo c'erano già stati scontri, e l'avevo sempre perdonato sapendo che non agiva con cattiveria bensì seguendo l'istinto del momento.
Ci sono state in precedenza cose che mi ha detto, che non sono riuscita a dimenticare, ma nonostante tutto ho perdonato e guardato avanti.
La vacanza si stava prospettando molto bella, il posto era fantastico, tutti si divertivano.
Abbiamo anche trovato un'ottima compagnia, tanti amici all'interno del villaggio turistico.
Come sempre accade quando ci troviamo in mezzo ad altre persone, forse per dimostrare qualcosa, forse solo per fare il gradasso, R. (il nome del mio "fratellastro"), ha cominciato a denigrarmi davanti a tutti, a trattarmi con sufficienza, a rispondere male ad ogni cosa che dicevo.
Più volte gli ho chiesto il motivo, ma lui zero, non me lo voleva dire. Forse perchè un motivo valido non c'era.
Ho cercato di comprendere, di sopportare, di aspettare... ma nulla.
In più, ogni volta che cercavo di parlarne con mia madre e il suo compagno, loro difendevano a spada tratta lui. Sì, perchè R. si comporta da angelo davanti a loro, e poi quando si allontanano sfodera il suo vero atteggiamento: quello di un bambino che gioca a fare il grande coi più deboli perchè in realtà è solo un vigliacco.
Al terzo giorno sono sbottata, e ho cominciato a rispondergli male pure io.
Forse mi sono comportata in modo infantile, chiudendolo fuori dalla stanza, ma ero accecata dalla rabbia.
Quando gli ho aperto perchè mi ero stancata di vederlo picchiare i pugni, lui mi ha sbattuta contro il muro e mi ha girato il polso, procurandomi un dolore acuto.
Ovviamente, entrati i nostri genitori, si è difeso talmente bene che ancora per una volta ho fatto io la parte della cattiva.
Ma non è tanto questo, sono abituata al dolore fisico, per cui ho inghiottito il rospo ed ho continuato, ma ormai era guerra dichiarata.
Sapendo i miei precedenti problemi, ha capito dove colpire per farmi davvero male.
Ogniqualvolta capitava che fossimo soli in stanza, cominciava ad insultarmi, io mi cambiavo o mi truccavo e lui ogni volta non perdeva l'occasione per dire qualcosa come:
"Dai, smettila di metterti in ghingheri, che sei ridicola"
"Ora capisco F. (mio ex), che ti ha lasciata"
"Mi sa che devi dimagrire un po', se vuoi che qualcuno ti guardi"
"Oltre che essere infantile, sei brutta come la fame"
"Non concluderai mai nulla, non sai fare nulla, sei solo una fallita"
"Ma dove credi di arrivare? Ma guardati... fai ridere"
Io, stupida, prendevo per oro colato ciò che lui diceva, non riuscivo a ragionare sul fatto che lo faceva soltanto per annientarmi, per ferirmi.
Dopo un paio di queste frasi, dette tra l'altro in un momento di sconforto dovuto ad una discussione con mia madre, lui se ne andò dalla stanza per recarsi in sala da pranzo, io rimasi sola e mi rifugiai in bagno.
Lì, ebbi un attacco di panico, di quelli potenti, di quelli che non ti fanno respirare, non riuscivo a frenare le lacrime che mi scendevano a fiumi e mi sporcavano il viso, il vestito, mi impiastricciavano i capelli.
Sentivo il cuore in gola, le mani tremare, le gambe che non mi reggevano più.
In quel momento, non esagero, ho avuto davvero paura di morire.
Con la forza mentale e fisica che mi restava, ho afferrato il cellulare e ho scritto ad una mia amica del villaggio turistico un sms di scuse, senza neppure guardare che tasti stavo premendo, in cui avvisavo di non preoccuparsi se non mi vedevano a pranzo, che sarei venuta il pomeriggio in piscina e le avrei spiegato tutto.
Dieci minuti dopo, bussavano alla porta.
Pensando che fossero i miei, non aprii, e sentii invece la voce di questa mia amica e di un'altra.
Le feci entrare, e mi sfogai con loro.
Raccontai tutto, ma probabilmente non capirono niente, perchè ero in uno stato pietoso.
Mi fecero calmare, mi diedero consigli, si comportarono da veri angeli.
Io però da quel giorno non ho più parlato ad R.
Sono passati quasi sette mesi, e non ho cambiato nemmeno un po' idea.
Mi fa troppo male quello che mi ha fatto, mi ha fatto ripiombare nel tunnel, una ricaduta breve (pochi mesi dopo ho trovato il mio ragazzo, che mi ha aiutata) ma intensa.
Una ricaduta bruttissima, in cui ho dato il peggio di me: non mangiavo, mi ferivo, piangevo per un nonnulla, non riuscivo a riprendermi.
Mia mamma si dava le colpe, ma in realtà non è stata colpa sua.
Lei innocentemente ha cercato di portare in famiglia una pace che non è possibile da raggiungere, e per questo non me la sento di incolparla, anzi, mi dispiace per lei.
E' una fastidiosa ferita non ancora cicatrizzata del tutto, ho bisogno forse di tempo, forse di fargliela pagare.
Non so ancora come farò, ma sicuramente non riuscirò a perdonarlo, mai.
5 commenti:
Molti ragazzi, questo succede anche per le ragazze, quando si sentono ingeriore dinnanzi alla persona che hanno difronte, l'attaccano in ogni modo pur di farla stare male come stanno loro alla vista della medesima.. Sono persone fragili, che ricercano attenzione, che stanno male con loro stessi , che si sentono inadeguati che pur di farsi notare, attaccano e maltrattano chi hanno vicino.. Forse lui, con il suo comportamento, voleva farti provare le sue stesse emozioni e sensazioni di inadeguatezza.. Ti sei mai chiesta se lui lo facesse perchè ha visto in te una nemica, una persona che le potesse togliere l'affetto del padre o cose di questo genere??.
Potrebbe essersi comportato in tal modo, perchè si si sente inadeguato o per gelosia nei tuoi riguardi!!!.
Poi bisogna anche dire che molti giovani ragazzi di 17/18 anni , sono ancora bambini e sono maturi come noi ragazze.. Nulla togliere a loro, ma la maggior parte delle volte è così.. Noi donne maturiamo prima anche a livello mentale ( a parte qualche eccezione femminile, purtroppo ).
Eri debole, fragile, sensibile e le sue parole sono state come una lama tagliente che ti ha trafitto piano piano il cuore e l'anima... Conosco gli attacchi di panico, li ho passati anch'io, forse non forte come il tuo, ma le sensazioni che hai provato e sentito tu.. Le ho sentite e provate anch'io.. E' davvero orribile, ma la forte tensione che si porta dentro, dopo averne accumulata abbastanza, sfocia in tal maniera..
Pensare che quando frequentavo la mia scuola media, studiavo psicologia.. E l'anoressia, la bulimia, gli attacchi di panico, la depressione etc.. Sono stati tutti argomenti che ho studiato e che non avrei mai immaginato di poter vivere..
Comunque non ti dico di perdonarlo, ma almeno parlarci, con distacco mi raccomando senza farti ferire dalle sue parole, devi capire le motivazioni del suo comportamento...!!! Perchè ti ha trattata così.. Se lo senti freddo non parlargli di quello che ti ha fatto passare, potrebve giorne, se quello il suo obiettivo, e tu soffriresti maggiormente, perchè la situazione potrebbe degenerare...
Ti abbraccio Fiorellino
Mimì
Volevo dire, all'inzio del commento, quando si sentono inferiori dinnanzi alla persona che hanno difronte.
Ho scritto malissimo e di fretta, spero tu abbia compreso il senso delle mie parole . ( altro errore, non ortografico, anche se per scrivere di fretta ne ho fatti molti, che gli argomenti trattati li ho studiati alla superiori non medie.. -.- )
Sono d'accordo con Mimì, questo fratellastro e' un debole che si fortifica facendoti del male, perche' sa che in un confronto alla pari con te ne uscirebbe perdente.
La cattiveria nasce nell'uomo come la bonta', ma sono due concetti che non potranno mai convivere, perche' in antitesi.
Chi esprime cattiveria ha bisogno di esserlo per sentirsi gratificato, e non si rende conto di quanto stia sprecando la sua vita, ma una cosa e' certa: le bugie hanno le gambe corte, e prima o poi verra' smascherato.
Non starci male, lo so che e' difficile quando lui smonta la tua sicurezza, ma prova a pensare che tu hai un dono grandissimo, la tua sensibilita', a differenza sua, che e' un essere così vuoto sentimentalmente ed emotivamente...
Ti abbraccio forte piccola!
@mimì: quello che hai detto è indubbiamente vero, e ti ringrazio per i tuoi messaggi positivi e di forza... Comunque io dentro di me so il motivo per cui lui si è comportato in questo modo, però in ogni caso sono frasi che secondo me ti porti dentro per tutta la vita. Comunque sì, io ricordo che da piccola quando sentivo parlare al telegiornale o i miei genitori di anoressia, autolesionismo etc rimanevo di sasso: nella mia mente erano cose che non si potevano concepire. "Com'è possibile-mi chiedevo- che una persona si possa fare male da sola?" Eppure... purtroppo, si cresce, e non sempre questi fatti restano lontani.
Tornando al nostro discorso:
Io non riesco neppure a parlarci, è da quella volta che non gli rivolgo la parola neppure per salutarlo... è come se lo avessi cancellato!
Grazie in ogni caso del consiglio ^^
@donatella: Hai perfettamente ragione! =) E ora che si sta rendendo conto di aver perso un rapporto non dico di amicizia ma per lo meno solidale, secondo me un po' si sta mangiando le mani.
Hai ragione sul discorso della cattiveria e della bontà, sono cose spontanee, purtroppo lui è fatto così, io per fortuna sono un po' meno vuota e per questo cercherò di andare avanti a testa alta senza fargli vedere quanto ancora oggi soffro se ripenso alle sue parole.
Un bacione =*
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