I dca, come qualsiasi altro problema, si possono risolvere con più motivazione e più voglia di guarire se si è sostenuti da altre persone.
Per chi volesse scrivermi, per confrontarsi, per chiedere aiuto o semplicemente per una chiacchierata, potete contattarmi a questo indirizzo e-mail:

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Sarò lieta di rispondervi :)

venerdì 12 marzo 2010

Sfogo



Come ho già accennato nei post precedenti, è da quando sono piccola che ho un rapporto combattuto con la gente.
Quando i miei compagni non mi disprezzano, per loro sono indifferente, perfetta per una chiacchieratina o un paio di consigli, ma troppo diversa per diventare una vera amica.
Non sono chiusa, anzi, sono estroversa e davanti agli altri sempre sorridente, dicono che io abbia un buon carattere, sono riservata semplicemente per quanto riguarda i miei fatti personali, per il resto sarei capace di chiacchierare per ore e con chiunque.
Ciò che non capisco è perchè comunque io debba sempre ritrovarmi da sola.
In classe, ad esempio. Trovare un vero amico è sempre stato il mio desiderio, dal primo anno d'asilo ad ora, che sono in seconda liceo.
All'asilo c'erano i bambini che mi schernivano per le mie diversità.
Una di queste diversità era costituita dal fatto che io già sapevo leggere, a differenza di tutti loro. Questo era motivo di invidia, forse, oppure di timore, fatto sta che mi trattavano con diffidenza, quasi fosse un difetto anzichè un pregio.
Un'altra diversità consisteva nel colore dei miei occhi: all'epoca di un blu così intenso da catturare l'attenzione di tutti. Il resto dei miei compagni aveva comuni occhi castani, e per questo mi ritenevano una specie di "mostro". Ricordo che la notte piangevo pregando di poter avere gli occhi castani per essere accettata un po' di più. Pazzesco. Ora che i miei occhi sono verdi, pagherei oro per tornare ad avere quel colore così particolare, ma a 3 anni uno vuole soltanto farsi degli amici, non pensa che le sue diversità siano punti di forza e non di debolezza.
Il primo anno per me è stato il più doloroso.
Detestavo i momenti in cui si giocava tutti insieme, Piccoli Medi e Grandi, perchè era l'occasione perfetta per coalizzarsi contro di me.
Quando, nel mio angolino solitario, costruivo coi lego la casetta per i miei orsettini, arrivavano quei maledetti bambini a distruggermela, prendendomi in giro e divertendosi alla mia reazione: il pianto.
Essendo più piccolina di statura rispetto alla maggior parte dei miei compagni, ero ritenuta una specie di pupazzetto da strapazzare e sbaciucchiare così, a piacimento.
Io detestavo tutto quel contatto fisico da parte di bambini che, a parte in quei momenti, non mi dimostravano mai il loro affetto.
Le maestre, invece di comprendere il mio disagio, li incitavano e se la prendevano con me quando poi li allontanavo, accusandomi di essere scontrosa.
Risultato: per anni non sono riuscita più ad abbracciare una persona senza sentirmi soffocata.
Temevo il contatto fisico e lo rifuggevo il più possibile.
Sto sbloccando questa mia "fobia" da poco, e tuttora ci sono giorni in cui divento nervosa semplicemente se qualcuno mi batte una mano sulla spalla.

In seguito sono diventata "la secchiona", "la schizzata", "quella con la testa fra le nuvole".
Per fortuna, almeno, nei cinque anni di elementari le mie maestre erano stra in gamba, e riuscirono a farmi diventare estroversa, fiduciosa e a mettere in mostra le capacità che per tutti gli anni dell'asilo avevo represso.
Questo non cambiò molte cose però. Anzi, proprio perchè le maestre (una in particolare) mi adoravano e non facevano che elogiarmi davanti a tutti, i miei compagni mi odiavano ancora di più.
Non sapevo di cosa fosse la colpa, spesso nascondevo i miei meriti, cercavo di non essere così maledettamente buona e disponibile perchè le maestre non mi citassero come esempio... però in ogni caso non riuscivo ad attirarmi la simpatia di nessuno.
Così mi illusi che alle medie, cambiando classe e compagni, avrei trovato l'amicizia o per lo meno la solidarietà di qualcuno.
Un'amicizia la trovai, sì, ma mi fece talmente male che sarebbe stato meglio trascorrere anche quegli anni da sola.
La mia amicizia con D. meriterebbe un post a parte, per tutti i dispiaceri, i dolori, le ipocrisie, ma cercherò di essere breve.
Ci conoscemmo per caso grazie a quel banco che ci unì, e i primi mesi furono fantastici: per la prima volta in vita mia avevo un'alleata, qualcuno che mi faceva sentire bene, che mi trattava da amica, che mi consigliava, che mi ringraziava, che aveva sempre pensieri carini per me.
Ripensando ora alla vicenda, capisco tutto: negli anni in cui è stata mia amica ho capito che D. è di natura una persona estremamente volubile, e che essendo lei così debole ama le persone forti, sorridenti. Vedendo quanto ero fragile in quel momento probabilmente ha deciso che non ero adatta a lei, ma non ha voluto darmi il benservito vedendo quanto io potevo tornarle utile (essendo la mia prima Vera amica, davo per lei l'anima, facevo tutto quello che lei mi chiedeva pur sapendo che il nostro rapporto non fosse reciproco), e così mi ha tenuto buona per sfruttarmi.
Se ripenso a tutto il male che mi ha fatto, non saprei da dove cominciare.
Umiliazioni, critiche, momenti in cui spariva per poi rifarsi viva quando la nuova amica di turno l'aveva scaricata e lei cercava qualcuno che la consolasse... di tutto!
Forse fu proprio lei a incitarmi a restringere.
Era così magra... Davanti a me, che pure non ero grassa, ma ero diciamo un po' più in carne, emetteva lunghi sospiri e sbuffava "sono alta 1.58 e peso 38 kg. Devo dimagrire!". Io, che pesavo circa 7 kg più di lei, mi sentivo una nullità davanti a questi discorsi.
Poi, quand'ero proprio dentro al tunnel, cominciò a trattarmi male, a prendersela con me perchè non mangiavo.
Mi presentò una sua amica, F., e scoprii tramite messaggi che F. soffriva di anoressia e bulimia da ben 2 anni.
Cominciammo a parlare e, visto che all'epoca dimagrire mi faceva stare bene, cominciai a chiederle consigli su come restringere, e a suggerirle i metodi che utilizzavo io.
Ci promettemmo di arrivare insieme ai 38 kg.
Purtroppo, F. un giorno ebbe uno svenimento e, quando i suoi scoprirono il motivo, la ricoverarono in una clinica per malati di DCA.
Io mi sentii un verme nell'apprendere quella notizia: mi diedi tutta la colpa e cominciai a mangiare sempre meno per punirmi.
A rincarare la dose, D. mi disse parole terribili a tal proposito, accusandomi di aver portato F. a diventare anoressica (quando lo era già) e dicendo che avrei meritato io di essere al posto suo per la mia stupidità.
Quella volta mi ripromisi di chiudere l'amicizia con lei, ma non lo feci.
D. era furba, dopo ogni cattiveria trovava il modo di farsi perdonare ed io, nella mia fragilità, la accoglievo sempre a braccia aperte.
Ogni volta che trovava una nuova amica mi metteva nell'angolino, se ne fregava di quello che avevo dentro, a lei evidentemente interessava soltanto la mia disponibilità ad aiutarla ed appoggiarla in tutto.
Non sto qui ad elencare tutte le angherie che mi ha fatto tra la prima superiore e l'inizio della seconda, pur non avendocela più in classe.
Ho avuto il coraggio di dire basta a questo logorante rapporto quando ho conosciuto il mio ragazzo ed ho capito che esistono persone migliori di quella spregevole saprofita (termine che ho imparato studiando biologia: si riferisce a quegli organismi che traggono le sostanze organiche da altri organismi, morti. Dato che io in quel momento ero psicologicamente e fisicamente a terra, mi sembra un'associazione più che adatta).

Ora ho una bellissima storia col mio ragazzo, un sacco di persone che mi cercano per avere dei consigli e magari mi invitano ad uscire, alle feste, parlano con me del più e del meno.
Mi manca un amico vero, ma ho imparato a vivere senza l'amicizia.
Per me l'amore è tutto, riempie la vita... Mi basta.
Non mi interessa di avere compagni al mio fianco, se devono rivelarsi ipocriti come le persone che ho incontrato finora.
Ho una vita piena, tanti interessi, cerco di godermela al massimo.
Ma il mio cuore lo affido solo al mio ragazzo, a nessun altro.
Non voglio avere un amico tanto per avercelo, quando troverò una persona che riuscirà a capirmi a fondo allora sì, le chiederò consigli, aiuto, parleremo di argomenti leggeri ma anche più seri.
Per ora mi va benissimo così.
E poi un amico necessita tempo, ed io il tempo libero adoro trascorrerlo col mio ragazzo, senza avere qualcuno che mi accusa di trascurarlo etc.

Bene, dopo questo chilometrico sfogo, devo ammettere di sentirmi meglio.
Non avevo ancora metabolizzato tutte le cattiverie subite da D., ad esempio, e parlarne qui mi è stato molto d'aiuto.
Non pensavo che tenere un blog fosse così liberatorio.
Mi sento di dare un consiglio a tutti voi, e cioè guardatevi bene dai falsi amici.
100000 volte meglio SOLI che MAL ACCOMPAGNATI.
Baci,
IlFioreDelMale.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bene ho letto il tuo chilometrico post, è tanto che non passo dalle altre ragazze.... Non so perchè sto passando da te.. Credo tu mi abbia incuriosita...
Devo ammettere che questo post, nonostante sia stato uno sfogo, mi è piaciuto meno..
Non amo subire cattiverie gratuite dalle persone e non mi piace nemmeno commetterle!! Quindi questo lungo discorso su D. mi ha un attimino irritato.. L'ipocrisia , la malvagità, la presunzione, la superbia, la meschinità sono caratteristiche che solo le persone senza nulla dentro possiedono!
Il fatto che tu non abbia amici, realtà che avevo compreso dai tuoi precedenti post, mi lascia con un pò di amaro in bocca... Forse non lo sai o forse sì.. Ma avere un amico, perchè di presunti amici se ne possono avere fin troppi, è come avere un amore.. L'amicizia, la vera amicizia, è un legame davvero straordinario.. Si crea quella sintonia, quell'amore, quell'affetto così indivisibile che senti di non poter fare mai a meno della sua vicinanza, della sua voce, dei suoi abbracci, dei suoi sorrisi e sguardi... Te l'ho detto ti fa provare le stesse emozioni e sensazioni dell'amore... E' sublime!!!!
Ti auguro sinceramente di trovare la vera amicizia... E spero che tu non sia così restia, come ora, e poco fiduciosa, da non dedicare ad una futura amica o amico, tutta la tua semplice ma dolce essenza e anima.. Nonostante ci si ferisca in determinati rapporti, è anche giusto e spensierato, viverli a pieno senza nessun rimpianto.. E se poi quella persona ci farà stare male, almeno in cuor nostro.. Sapremmo che alla stessa nooi abbiamo dato solo il meglio di noi stesse... ;)
Ciao fiorellino.. Continua così..
ps: Riguardo l'asilo ed i compagni, non ho molto da dire.. Semplicemente perchè i bambini, a seconda dell'educazione ricevuta, non capiscono e non sanno mai quale sia il comportamento più consono da adempiere nei confronti di un'altra persona, che seppur apparentemente diversa , può dare molto aprendosi... <3

Willow ha detto...

Ciao! Sono contenta di averti donato un sorriso!^^
Mi ha colpito molto la tua storia e mi ha fatto tornare indietro con i ricordi, per anni alle elementari e alle medie ho sofferto molto per un' "amica" che consideravo la mia amica del cuore e adoravo anche se me ne faceva passare di tutti i colori....C’era un rapporto molto contraddittorio fra noi e mi sono staccata da lei solo quando sono andata alle superiori…Figurati che spesso ne sento ancora la mancanza ogni tanto, sei stata molto brava ad uscirne rafforzata..... Sono contenta che tu abbia trovato questo ragazzo speciale con cui condividere l’amore che è un sentimento profondo che riscalda il cuore più di qualunque altra cosa… Ti mando un forte abbraccio Ps: Saprofita! Mi piace questo termine!

NORD ha detto...

....cucciola sono contenta che tu l'abbia scritto questo post...almeno ti sei sfogata...e ogni tanto fa bene sfogarsi...hai ragionissima...meglio soli che mal accompagnati...almeno sei riuscita a capire cheD.non mertia una bellissima persona come te al suo fianco...l'importante è accorgersene...non importa se tardi o presto...l'importante è che te ne sei accorta!!!!!!!!!!!!un bacione!!!!!!!!

Gìo. ha detto...

Ei ciao :) Piacere Giorgia.
Ho letto il tuo lunghissimo sfogo xD
Ti capisco. Anch'io ho ricevuto tantissime delusioni da una persona che ritenevo tanto importante. E lei,come D.,trovava sempre il modo di farsi perdonare ed io stupida,la accoglievo sempre a braccia a parte e infatti,si sono visti i risultati :( Cmq si,tenere un blog è veramente liberatorio.. per questo ne ho creato uno anche io. Se ti va,passaci,mi farebbe molto piacere :)


http://gioeanapersempre.blogspot.com/

IlFioreDelMale ha detto...

@mimì: Grazie cara delle tue bellissime parole... Sì, hai ragione, è solo che a furia di prendere porte in faccia sono diventata diffidente nei confronti di chiunque si voglia avvicinare a me... non fraintendermi, sono gentile, cordiale, esco e tutto quanto... ma nessuno di loro è mio amico nel senso che intendi tu.
Spero che col tempo le cose possano cambiare, anche se in questo momento sto bene così.

@Aisling: A quanto pare siamo in due... anche se lei non mi manca. Magari in futuro anche sì, ma per ora il male che mi ha fatto prevale su ogni sentimento benevolo nei suoi confronti.

@SRIJPB: Ben detto! Ora che me ne sono accorta vedrò di non fare ricapitare un'esperienza simile.
Grazie della comprensione e dell'affetto che mi dai... sei davvero gentile **

@Gìo: Non mancherò, andrò a leggere il tuo blog appena possibile ;)


Un bacione =)