I dca, come qualsiasi altro problema, si possono risolvere con più motivazione e più voglia di guarire se si è sostenuti da altre persone.
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martedì 12 aprile 2011

Stanca.

Penso che iniziare con un bel "scusate per l'assenza" contribuisca a farmi sembrare un disco rotto, oramai le assenze non si contano nemmeno più.
Parto da una domanda di Federica: Tutto bene?
No, non va tutto bene. Non va niente bene.
In una conversazione normale, a questo punto dovrebbe seguire un altro interrogativo: Cos'è che non va?
Tutto, tutto non va.
Non va che torno qui solo quando sto male, ad esempio. Non va, perchè poi quei quattro che ancora mi seguono, primo si formano un'idea sbagliata di me, secondo si scocciano e se ne vanno pure loro.
Non va bene niente. E' come quando vorresti scrivere qualcosa di fantastico, poi ti blocchi, perchè ti mancano le parole. E' come mandare a puttane tutto ciò che fai, perchè tanto sai che non ti porterà da nessuna parte.
E' come ritrovarsi improvvisamente soli e disorientati, senza sapere quale strada bisogna percorrere.
E' come non essere bravi in niente.
E' come non trovare il proprio fottuto posto nel mondo, è come stare così male da non riuscire nemmeno a piangere, e nascondersi, nascondersi, nascondersi, far vedere il sole anche quando dentro c'è la notte.
Nascondersi per non trovarsi più. Nascondersi dietro quell'espressione scocciata e anche un po' ipocrita. "Peso troppo". E' il cuore che pesa troppo, in realtà.
E' come fare a pezzi la normalità anche quando ti viene servita su un piatto d'argento, perchè l'unica cosa che vorresti fare è gridare, e in quel parco non riesci a tornare.
E' come quando lui ti si avvicina solo per chiederti una cicca, e vedendo che  non ce l'hai poi se ne va, e tu mandi a fanculo te stessa, e mai lui, non sia mai, lui per te è sempre perfetto e sempre intoccabile, sempre degno della massima venerazione.
E' come quando i giorni ti sembrano uno la fotocopia dell'altro e non sai più fare nemmeno le cose che ti rendevano così speciale almeno ai tuoi occhi.
Da te non esce più niente di buono.
Come se avessi già fatto uscire tutto il buono, e nessuno se ne fosse accorto.
Come spegnere una sigaretta autoconvincendoti che sarà l'ultima, e scoprire ogni volta che non è così.
E' come scrivere un post che fa pietà, e poi sparire per altri due mesi.
Tanto ormai.


IlFioreDelMale

1 commento:

Bitter_Sweet ha detto...

Ti capisco tesoro...so che dire ti capisco non è abbastanza, però è sincero. Perchè ci sono passata, e tutt'ora a volte ci passo e mi chiedo cosa realmente c'è che non va quando qualcosa non va. Neppure io lo so effettivamente... a volte sembra essere sbagliato perfino essere felici per qualcosa, soffrire per qualcosa. Ma vedi non c'è mai un giusto e sbagliato... semplicemente ignorando i pensieri, se senti che una cosa ti fa stare bene, stai bene e sorridi e fregatene se è giusto e sbagliato. Anche io scrivo quando sto male, più spesso di quando sto bene... se davvero fossi felice come vorrei credo che anzichè stare qui a scrivere sarei fuori a godermi la vita. E invece no, non è così.. e aspetto quel momento con ansia anche se so che prima di tutto deve venire da me.
Il dolore poi non ha mai belle parole, un post non deve essere bello quando è sincero e rappresenta tutto quello che provi. Non è di questo che devi preoccuparti, ma del chiederti di cosa hai davvero bisogno per essere felice.
Ti abbraccio.

Laura