Bè, ora lo sono. Voglio vuotare il sacco sul mio passato.
Voglio vuotare il sacco su cose che sono successe e che mi hanno lasciato strascichi enormi.
Voglio vuotare il sacco perchè magari qualcuna di voi si potrà rispecchiare, in fondo non penso sia capitato solo a me di vivere un'esperienza del genere.
E' sempre stato così, da che ricordo.
Una bambina ha bisogno di un padre e di una madre che le infondano sicurezza, tranquillità, che la trattino da figlia in ogni momento della sua vita e che la aiutino a crescere con degli esempi corretti e positivi.
Ne ha bisogno per costruirsi un'autostima, per acquistare fiducia in sè, per riuscire nei rapporti con gli altri.
Invece, sin da quando son venuta al mondo, attorno a me il clima è stato tutt'altro che sereno.
Ero in carrozzina quando mia mamma è stata presa a calci da mio padre nel nostro garage e mia nonna è venuta a prendermi per evitare che colpisse pure me. Ero poco più grandicella quando ho visto piangere mia madre perchè mio padre non dormiva a casa da tre giorni e non ci voleva parlare.
"Mamma, che cos'ha papà?" "Niente, è un po' triste." "Ma se è triste, perchè dice le parolacce?"
In realtà capivo tutto. Capivo cosa succedeva, ma non riuscivo a comprenderlo. Mi sembrava tutto così surreale, così lontano da me.
Quelle grida, quella cattiveria nel suo sguardo, quell'aggressività hanno contraddistinto tutta la mia infanzia.
Avevo il terrore delle domeniche, di domenica infatti tutta la famiglia era a casa e il terreno per le liti si faceva più fertile del solito.
Mi si straziava il cuore a leggere l'ansia negli occhi di mia madre, a sentirla piangere di notte, eppure non potevo fare niente: non ero neppure alle elementari quando ho cominciato a rendermi conto di quale fosse la mia situazione familiare.
Successivamente è nato mio fratello, e le cose non hanno fatto che peggiorare.
Se ogni tanto, nella mia prima infanzia, c'erano stati momenti di affetto tra i miei genitori, dopo la nascita di N. è cominciato l'inferno.
Mia mamma era sempre più stanca, e mio papà non l'aiutava in nulla, pensava solo a se stesso; se poi qualcuno di noi aveva il coraggio di farglielo notare scattava in una delle sue crisi, lanciava oggetti, sbatteva porte, urlava e imprecava e poi si barricava in camera per giorni interi.
"S., vai in camera a convincere il papà a venire a cena..." "Mamma, te l'ho detto, ho paura." "Ti prego..." "E va bene, però asciugati le lacrime..."
E poi, all'età di sei anni ha cominciato a ferire anche me.
Il ricordo di quella sera è ancora ben impresso nella mia mente: stavamo tornando a casa da una festa a casa di amici di famiglia, mia mamma era sul sedile posteriore con mio fratello di pochi mesi in braccio, io ero seduta davanti accanto mio padre.
Come sempre, stavano discutendo sul fatto che mia mamma non si era potuta godere la serata per occuparsi del mio fratellino, mentre lui aveva trascorso delle piacevoli ore chiacchierando con gli uomini, senza curarsi minimamente dei bisogni di N.
Mio fratello piangeva, mio padre urlava, a mia madre stava per scoppiare la testa.
Così ho commesso l'errore di intervenire e prendere le sue parti.
"Tu devi stare zitta, hai capito?! Non capisci niente!" E' sbottato lui, e nel dire ciò mi ha sbattuto la testolina contro il cruscotto, provocandomi una terribile emorragia.
E' stato l'inizio di una lunga serie di sberloni, calci, spintoni, che si andavano ad unire alle grida che ormai erano diventate abitudinarie, in quei giorni tutti uguali su cui l'ansia regnava sovrana.
Quante volte mi sono sentita ripetere quelle frasi? "fai schifo", "non capisci niente", "sei una delusione totale", "sei una merda"... ero una bambina. Una bambina. Logico che poi ho finito per crederci.
Sono cresciuta piena di angosce e fragilità, con l'ansia delle 8 di sera, orario in cui mio padre finiva di lavorare e ritornava a casa.
"Svelta, metti a posto il soggiorno che io pulisco alla meglio qui in cucina!"
Lo ammetto, non sono mai stata una figlia perfetta. A volte rispondevo male, e combinavo le mie marachelle, ma non penso di aver mai commesso nulla di così terribile.
Eppure durante quella vacanza mi convinsi davvero di essere una specie di mostro.
Avevo chiesto una lattina di the, come tutti gli altri bambini dell'hotel avevano fatto. E quella lattina di the mi è costata un'altra emorragia, sempre a causa di un colpo al naso.
"Tu non mi vuoi bene" mi disse mio padre mentre ero seduta accanto a lui con l'asciugamano sporco di sangue sul viso. Ma come si fa a dire una frase del genere ad una bambina di undic'anni?
Non soddisfatto, prese pure a calci mia madre perchè aveva "osato" prendere le mie difese.
Quante volte era andata a finire così? Avevo perso il conto ormai.
Quante volte se l'era presa con noi per i suoi problemi personali? Ricordo ancora quel giorno che lanciò il trenino a cui mio fratello teneva tanto contro il muro, solo perchè era il primo oggetto che gli era capitato a portata di mano.
Quella maledetta sera nella fretta di svestirmi avevo strappato un pezzetto dell'abito che indossavo, ed erano piovuti insulti fino a notte fonda.
Quello stesso inverno, arrivata al limite, mia madre prese la decisione di separarsi.
Passammo tutti quanti altri mesi d'angoscia, in cui le crisi di mio padre si acuirono e un giorno prese di peso me e mio fratello, ci caricò in macchina e partì, con mia madre sulla porta di casa in lacrime.
Non mi ricordo di preciso quanto durò quel viaggio, ma a me sembrò infinito. Quando finalmente si decise a riportarci a casa, nella mia testa si era già fatta strada l'idea che non avrei più rivisto mia madre e che lei avrebbe pensato che l'avevo abbandonata. No, mamma, non ti ho abbandonata. Non lo farò mai. Starò sempre con te, qualunque cosa accada.
Ogni sera erano urla, minacce, panico. Non potevo chiudermi in camera perchè avevo il terrore potesse succedere qualcosa a mia madre. Non riuscivo a dormire tranquilla.
Ogni volta la sentenza del giudice veniva rimandata, e così quella tortura era prolungata per un altro mese, un'altra settimana, altri tre giorni.
Io e mio fratello eravamo diventati degli strumenti nelle mani degli adulti, che cercavano di provocare il senso di colpa in noi per farci schierare da una parte piuttosto che dall'altra.
Quante volte avevo fatto da paciere prima di quel momento?
Quante volte mi era stata rubata la mia infanzia?
Per fortuna l'incubo un giorno finì. La separazione fu resa definitiva e mia madre ottenne l'affidamento.
Ma la paura non è passata
Anche adesso, mentre scrivo, ho il terrore che un giorno a mio padre possa capitare di leggere questo post e, preso dall'ira, decida di farci del male.
Ho tuttora paura di legarmi troppo ai ragazzi, non voglio che approfittino delle mie fragilità per farmi rivivere l'incubo di cui per anni non sono riuscita a parlare, mi arrabbiavo persino se qualcuno mi faceva notare la violenza che avevo subito, perchè non accettavo il fatto di non avere un padre perfetto. Non volevo accettarlo.
Perchè nonostante tutto io voglio bene a mio padre, come si può non volere bene ad un padre?, anche se solo dopo vari anni riesco ad ammettere e a parlare di tutto il male che mi ha fatto.
Dopo la separazione, le cose anche dal punto di vista pratico non sono andate stupendamente. Nessuno dei miei genitori ha degli stipendi elevati, per cui di certo non posso permettermi i vestiti firmati e tutti gli agi di cui tutti i ragazzi della mia età sono soliti fruire. Eppure ho imparato a sviluppare la creatività e l'intelligenza, sono andata a lavorare e non mi sono persa d'animo. Non è sempre stato così, negli anni subito dopo la separazione ho dato il peggio di me, lamentandomi per qualunque cosa, prendendomela con mia madre e sviluppando una certa aggressività. Ma ora riesco a perdonarmi, in fondo era quello che avevo sempre visto fare. Dopo un paio di anni ora posso dire senza presunzione di essere diventata una persona migliore, una ragazza forte. Sì, sono orgogliosa di me stessa, e anche di mia madre. Mio fratello sta attraversando un periodo di grande fragilità e in lui c'è ancora tanta rabbia, eppure sono sicura che anche lui ce la farà a superare i traumi che si porta dietro sin dalla nascita.
Mi dispiace di essermi dilungata troppo e di aver dato l'impressione di fare "la vittima".
Non è da me, mi dispiace.
Avevo un disperato bisogno di sfogarmi, e di rendervi partecipi anche di questo aspetto della mia vita, a cui forse avevo soltanto accennato qua e là.
Ringrazio chi avrà il buon senso di non giudicare.
IlFioreDelMale

17 commenti:
...non è fare la vittima questo... è "prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo" ("A Te", Jovanotti)
Non posso dire di capirti... perchè sono cresciuta in una famiglia che certo non era perfetta ma in cui ci sono sempre stati amore e rispetto. Però... tutto l'amore del mondo non può proteggerti dagli altri... e da te stessa. È incredibile che tu abbia scritto qui queste cose... ci vuole tanto coraggio. Io non credo scriverò mai di "tutto" il mio passato... mi fa ancora troppa paura, e io non sono per niente coraggiosa. Però... c'è una persona che è entrata nella mia vita... ci ho messo quasi nove mesi a dirle tutto, ma l'ho fatto. Io che mettevo barriere su barriere, io che fuggivo dai legami, io che non volevo avere bisogno di nessuno... ho toccato con mano quanto Amare qualcuno ti possa liberare.
Piccolo Fiorellino... quando scrivi che non vuoi legarti ai ragazzi, che ti faceva arrabbiare riconoscere quello che hai subito, ammettere che una persona che ami non è perfetta... che non vuoi fare la vittima... queste cose sì che le capisco. Le vivo tutti i giorni. Io sono ancora, e sempre, piena di rabbia... anche e soprattutto verso me stessa... ma... poi ci sono momenti in cui "quella persona" mi abbraccia... e allora spero che prima o poi riuscirò ad amarmi così...
Non so bene dove sia il filo di tutte queste righe... probabile che non ci sia. Vorrei che qualcuno ti stringesse forte adesso, vorrei che ti abbandonassi completamente, vorrei che ti vedessi per la persona bellissima che sei...
Con tanto affetto
Giudicare? ...per cosa, come si potrebbe? ...è intenso quello che hai scritto. è straziante quello che hai vissuto!!!
Vorrei solamente poterti abbracciare forte, esserti lì, vicina. Sostenerti. Non farti dimenticare neppure per scherzo che soli non si è mai!!!
^_^
Ti ammiro molto...sei riuscita a parlare di te senza farne di questo un modo per far si che kle persone potessero provare pena per te...assolutamente!!!Io sono cresciuta in una famiglia non perfetta (credo ne esistano poche) ma mai niente di tutto quello che hai scritto tu.Sei una donna forte...non fragile come pensi...fai della tua esperienza un punto di forza e vai avanti a testa alta perchè ce ne sono poche persone come te.
Ti mando un super abbraccio.
A presto!!!
chi si permetterebbe di giudicare????????? l'unica cosa che mi sento di dire è che a me non sembra proprio che tu faccia la vittima!!! anzi, dimostri sempre di più di essere una persona fortissima! vorrei poterti abbracciare stretta! <3
Credo che non ci sia proprio motivo di giudicare.
Ammiro la tua forza di sfogo e il tuo coraggio ad andare avanti, spero che piano piano le cose vadano sempre meglio, te le meriti.
Il passato purtroppo non si può cancellare ma ti ammiro anche per il fatto che hai saputo trarne maturazione per te stessa.
Un abbraccio forte piccola,
Yù
ciao, non ci conosciamo ma ho letto il tuo post...mi ha scosso, intenerito, a tratti inorridito solo ad immaginare la violenza, la sofferrenza, il panico con cui hai dovuto conviviere per anni a casua proprio del famigliare più stretto.
Mi sento ipocrita, io vengo da una realtà famigliare da telefilm (e guarda un po', sono anoressica da anni, quindi qualcosa non ha funzionato, molto probabilmente IO)e sono sempre stata sommersa di amore ed attenzioni..tu hai lottato e ti sei difesa, hai vinto una vita felice e serena, la meriti e l'avrai perchè sei una combattente, l'ho letto tra le righe.
ti auguro tutto il bene del mondo, con il cuore.
bè scusa ma il tuo post mi fa sorridere. mi fa sorridere perchè si sente la tua forza . ed è bello che un'anima che ha vissuto la tristezza profonda e sentito il dolore si sia alzata in piedi invece di scivolare sempre più in basso... è bello sentire che hai avuto la creatività di ricostruire ciòc he non ti e stato dato come sarebbe stato perfetto.... perchè sai , nelle vite di ognuno manca la perfezione ... tutti abbiamo delle zone buie ... tristezze e drammi nascosti , ma con la creatività ci si può costruire nonostante tutto. e tu lo hai fatto... ti dico BRAVA dal profondo del cuore... e lo dico anche a tua madre.... non è corretto giudicare chi ha sbagliato , perchè non sappiamo cosa passa per la testa a volte. a volte davvero non si può agire meglio di come si agisce. a volte non riusciamo a prendere la strada che sappiamo giusta. per cui perdona tuo padre ma sii fiera di te.... un grande abbraccio...
io mi limito a spalancare le braccia per stringerti forte.
lasciati andare.
è l'unico modo per vivere davvero.
piangi, ridi, grida.
è la tua vita.
Ti abbraccio con tutto il cuore. Ti abbraccio tanto. Vorrei dire tante cose ma penso che l'unica cosa realmente importante sia..ti sono vicina e non con pena. Ma sentendo e capendo ciò che dici.
La vittima non è assolutamente un aggettivo che ti descrive in questo post. Capisco quando dici che cmq vuoi bene a tuo padre...
Come tu stessa hai detto, devi essere orgogliosa di te: ti stai costruendo una vita migliore.
Un abbraccio.
Hai fatto bene a gettare qui sopra quello che per tanto tempo non sei riuscita a dire.. non credo che sia stato facile, ma è stato un grande passo.. Non aggiungo altro a questo tuo post.. non voglio giudicare quando so che lo farei perchè una rabbia estrema mi è salita dentro..
Sii te stessa stella.. cammina a testa alta e non aver paura.. adesso nessuno potrà più toccarti senza il tuo consenso, senza che sia tu a permetterlo..
Ti stringo forte..
Hai fatto benissimo a sfogarti, ti ammiro per questo e per come sei riuscita a fronteggiare questa terribile situazione! Io penso che tu sia una ragazza straordinaria che sembra fragile ma nasconde dentro di sè una forza immensa, usa questa forza per indirizzarla a tuo favore non più contro e andrai lontano....
Ti stringo forte forte...
@Martita: E' davvero straordinario sapere che l'amore di un'altra persona è riuscito a farti rinascere, spero un giorno di poter provare la stessa cosa. Per ora mi limito a bastarmi ;) Ti abbraccio forte, e checchè tu ne dica, io penso che tu sia davvero tanto coraggiosa.
@priccina: Mi è arrivato il tuo abbraccio, che ricambio con tutta la forza che ho.
@vale84: Ti ringrazio tanto per tutto quello che hai scritto, la forza mi arriva anche da voi, che con i vostri commenti riuscite a muovere qualcosa in me e a farmi sentire speciale.
@kjk: Sinceramente non penso di avere tutta questa forza, soprattutto nei momenti in cui mi lascio andare... ma mi fa piacere che a voi arrivi questo :) un abbraccio!
@Yuki: Grazie, grazie, grazie di cuore!!
@manuela: Non penso che qualcosa non vada in te... semplicemente a volte non basta avere una famiglia "perfetta" alle spalle, conta molto anche ciò che c'è all'esterno.
Mi ha fatto piacere leggere il tuo commento, e sapere che il mio post ti abbia procurato delle emozioni. E' sempre bello riscontrarlo!
@Stefania: A volte se non si ricostruisce subito si finisce per sprofondare sempre più in basso, e ci sono momenti in cui non ce lo si può permettere. Seguo i tuoi consigli e cerco di metterli in pratica nella vita di tutti i giorni, anche quando non è facile ^_^
@Only Me: Lo faccio più che posso. In fondo anche se mi lascio andare agli eccessi, è triste da dire ma un giorno morirò e tutto ciò che la gente potrà pensare non mi potrà più toccare...
@Occhi Di Notte: E questa è la cosa più bella che io potessi sentirmi dire. Ricambio!!
@Mia Wallace: Esatto... o per lo meno... ci sto provando ;)
@perlanera: Ricambio la stretta, e con essa vorrei infonderti tutta la positività di cui hai bisogno... perchè, ricordatelo, anche tu sei una persona fantastica.
@Aisling: Le tue parole sono sempre azzeccatissime, tesoro.
Ti voglio bene <3
IlFioreDelMale
grazie ...e tutto quello che ti poso dire adeso...scusami se non comento il tuo post...ho il vuoto dentro di me ..grazie ancora
ti abbraccio forte e ammiro il coraggio con cui ti stai rialzando!!
@gaia: Figurati... ricordati che se hai bisogno di qualcosa io sono qui.
@Federica: Grazie, cara! *_*
Tesoro...
Leggo solo adesso, io pure ho latitato parecchio da santo blogger, e il mio pc vomitava ogni blog che aprivo.
Sto rileggendo parecchi post arretrati, e mi sento di commentare solo questo.
Fare la vittima? Ma stai scherzando, vero?
Non è fare la vittima, questo è essere umana: uno dei miei film preferiti diceva che si scrivevano poesie (ma non solo) non perché è carino, ma perché facciamo parte del genere umano.
abbiamo bisogno tutti di sfogarci, e tu l'hai fatto nel tuo solito modo, quello che a me piace tanto: discreto, ordinato, senza clamore. Eppure ti sei sfogata con schiettezza.
Sì, sei diventata una persona forte. E la ragazza che conosco io, quella con tante insicurezze e pure con una creatività, una disponibilità ed una buona volontà immense è una persona stupenda, ricordatelo sempre!
ora ho visto che hai aperto un altro blog... Sono talmente bacata da non essermene resa conto, perdonami!
baci
minerva
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